A pochi giorni dal   PRIMO, DEI TRE CORSI coerver coaching, che si terra’ presso la nostra struttura ecco un interessante articolo su DiarioSportivo.it

Fonte: DiarioSportivo.it

La San Francesco sposa il Coerver Coaching, Cordeddu: «Pionieri in Sardegna, le nostre squadre si distingueranno a livello tecnico»

Una San Francesco che profuma di tulipano all’insegna del “Coerver coaching“. La società quartese, infatti, farà adottare a tutti i tecnici della scuola calcio il sistema di insegnamento del gioco del calcio più utilizzato al mondo e adottato, a partire dagli anni Settanta, dall’olandese Wiel Coerver – all’epoca direttore tecnico del settore giovanile dell’Ajax – che puntava a migliorare l’abilità tecnica e tattica del calciatore sviluppando un sistema per facilitare gli stessi ad essere più efficaci nelle varie fasi di gioco. Il tutto grazie ad un lavoro fatto di centinaia di esercizi specifici (individuali e di gruppo) in grado di esaltare la tecnica di base nelle differenti situazioni di gioco attraverso una piramide metodologica di sei livelli. «Siamo i primi in Sardegna nell’affiliazione – spiega Claudio Cordeddu, presidente del club quartese che vanta oltre 500 iscritti – tutti gli allenatori della San Francesco saranno obbligati a frequentare il corso di formazione del “Coerver coaching” e ognuno di loro, durante la seduta di allenamento alla scuola calcio, dovrà utilizzare la metodologia. Io per primo, che quest’anno seguirò i ragazzi del 2006, dovrò applicarla. Stiamo investendo soldi, risorse umane e tempo convinti che nei prossimi due o tre anni le nostre squadre, mantenendo intatti i gruppi di ragazzi, saranno una spanna sopra le altre a livello tecnico e le altre scuole calcio si accoderanno di conseguenza. Essere i pionieri in Sardegna mi rende felice perché ai nostri tecnici aprirà la mente e ai nostri ragazzi si apriranno scenari calcistici».Il programma di formazione prevede tre corsi – tenuti da Claudio D’Ulisse, responsabile del Coerver Coaching per il Sud Italia e le Isole – quello di primo livello si terrà venerdì 5 e sabato 6 ottobre alla San Francesco (ai campi Sporting di Quartu Sant’Elena) e prevede due doppie sedute giornaliere. Nella prima seduta verranno presentati in aula, con supporti multimediali, il pregresso storico, i principi didattici, gli obiettivi tecnici, fisici, psicopedagogici e la Piramide della metodologia. Nella seconda seduta si andrà nel campo da calcio per mostrare l’organizzazione spaziale e della struttura dell’allenamento con esercitazioni tecniche del “controllo e dominio della palla” e della “ricezione e passaggio”. Nella terza e quarta seduta si presenteranno prima in aula e poi si dimostreranno sul campo le proposte di allenamento con le esercitazioni caratterizzanti gli stadi “dell’1 contro 1” e “velocità”. Il corso di secondo e terzo livello, invece, si terranno a gennaio e marzo 2019.«Il corso nasce per noi – spiega Mauro Xaxa, responsabile marketing della Coerver Coaching Italy – ma è aperto a tutti e lo stiamo estendendo alle altre società. È un metodo ancora poco conosciuto in Sardegna ma che intendiamo in seguito divulgare per zone territoriali, tutto ciò ci impegnerà tantissimo nei prossimi anni. Tra l’altro il corso nasce con la piena collaborazione dell’Aiac regionale che sarà presente nella figura del suo presidente Angelo Agus» «Verrà anche Ignazio Argiolas, docente di tecnica calcistica presso il Settore tecnico federale e da anni divulgatore del metodo “Coerver Coaching” – gli fa eco Gianni Laconi – e anche Bernardo Mereu, ora responsabile delle Academy del Cagliari. Abbiamo invitato tutti gli allenatori abilitati della provincia di Cagliari. Il metodo Coerver è eccezionale, la differenza tra i ragazzi che usano questo sistema rispetto agli altri che non lo usano si vede in pochi giorni, in Sardegna non è ancora molto diffuso ma confidiamo nella voglia degli istruttori di sperimentare un altro modo di allenare. I bambini si entusiasmano nel replicare in partita i gesti tecnici che apprendono negli allenamenti. Va fatto nell’attività di base e i risultati si hanno anche nelle prime squadre come accade in Spagna grazie al movimento che ha creato Cruijff quando andò nel Barcellona. La Juventus e ora la Roma applicano il metodo, grandi giocatori come Lewandoski o Totti lo utilizzano nelle proprie scuola calcio».

Filippo Perra, responsabile tecnico Coerver per la Sardegna, che da tre anni porta avanti il metodo assicura: «Devi conoscerla, sperimentarla sulla propria pelle e saperla trasferire. Alla base c’è un continuo studio teorico e pratico, ai ragazzi vanno insegnate le posture e fatto vedere il gesto tecnico curando i minimi particolari. Ci vuole tempo e sacrificio, bisogna ripetere costantemente certi movimenti finché non entrano automaticamente nella testa e nelle gambe dei ragazzi».

Cosa è il “Coerver coaching. La base piramidale del sistema di insegnamento è caratterizzata dall’elemento tecnico del “controllo e dominio della palla“, che rappresenta il punto di partenza per la costruzione del giovane calciatore. Poi si passa alla “ricezione e passaggio” perché è essenziale l’abilità del calciatore nel primo controllo, con diverse parti del piede (interno-esterno; suola; punta; tacco; petto) in modo da orientare il pallone nella direzione del destinatario del passaggio. Si arriva così allo step fondamentale “dell’1 contro 1“, una situazione di gioco sempre più ricercata nel calcio moderno perché, se eseguita con successo, permette di creare la superiorità numerica in fase offensiva. Pur essendo una dote quasi “innata” del singolo giocatore non vuol dire che non sia possibile allenarla. Si arriva così al concetto di “velocità” con la valenza dal punto di vista condizionale (intesa come tempo impiegato da un oggetto per coprire un determinato spazio) e di esecuzione del singolo gesto (strettamente legato dal grado di sviluppo delle capacità tecniche). A questo punto l’obiettivo finale nel gioco individuale e collettivo è la “conclusione a rete” attraverso il tiro in porta o il colpo di testa, al quale il calciatore arriva sviluppando gli elementi tecnici visti in precedenza e la sua capacità di eseguirli in velocità avendo una chiara lettura della situazione di gioco. L’ultimo stadio della piramide dello sviluppo del calciatore coincide con gli “attacchi di gruppo“, ovvero la capacità di ricercare il possesso palla e la profondità dell’azione in piccoli gruppi di massimo 4-5 giocatori con lo scopo finale di effettuare una conclusione a rete.

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